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Adesso o mai più: l’anno zero del settore agroalimentare.

Garantire cibo e nutrizione a miliardi di persone, attraverso un sistema di produzione alimentare sostenibile e resiliente ai cambiamenti climatici in atto: è questa la nuova sfida a cui è chiamato il settore agroalimentare mondiale. La posta in palio è altissima: dal suo esito dipenderà il futuro della nostra umanità e del pianeta che ci ospita.

Oggi l’agricoltura e l’allevamento riescono a sfamare il mondo, ma allo stesso tempo rappresentano una delle cause principali del riscaldamento globale con il 24% delle emissioni nocive. Due aspetti contrastanti - uno positivo, l’altro negativo - due facce della stessa medaglia che non possono (e non devono) più coesistere. E ancora una volta sarà l’innovazione - quella reale, concreta e in grado di coinvolgere tutti gli attori della filiera - a offrire la chiave per risolvere questa profonda dicotomia.

Solo attraverso l’innovazione culturale e tecnologica, infatti, il settore agroalimentare riuscirà ad allineare domanda e offerta per raggiungere orizzonti ancora più ambiziosi: tagliare gli sprechi, programmare le coltivazioni e gli allevamenti attraverso sistemi produttivi sostenibili e in grado di aumentare la produttività, salvaguardare gli equilibri del pianeta che riconsegneremo ai nostri figli. Senza dimenticare gli aspetti più materiali legati al mercato e al business, che dovranno rispondere in modo sempre più smart alle richieste di trasparenza da parte dei consumatori che non si limiteranno più ad acquistare prodotti, ma sempre di più sposeranno l’universo dei valori e il capitale narrativo di un brand.

Allo stato attuale, molte aziende non possiedono gli strumenti per giocare questa partita e affrontare i cambiamenti etici all’interno delle supply chain globali. E senza la conoscenza dei prodotti che si comprano e si vendono, non è neppure possibile strutturare un piano strategico. Ma è una urgenza che si fa sentire sempre di più. Per questo motivo, diverse realtà (locali e internazionali)hanno deciso di investire sul tema della tracciabilità, l’unica strada che permette di rispettare i nuovi paradigmi del mercato globale e valorizzare prodotto e brand, marcando una differenza netta rispetto ai competitor.  

All’interno di questo nuovo scenario, la Blockchain per la prima volta nella storia dell’umanità permette di condividere informazioni abilitando chiunque le riceve a verificarne l’integrità senza dover chiedere il permesso a nessuno. Questa possibilità ha permesso alla Blockchain di accreditarsi come la tecnologia più efficace per fare la differenza all’interno delle supply-chain. Tuttavia, nonostante l’hype degli ultimi anni, non è ancora chiaro come funzioni la Blockchain e quali siano i vantaggi che offre a tutti gli attori coinvolti nella filiera, dal distributore al consumatore finale, a qualsiasi latitudine del globo. Siamo convinti che la blockchain sia la tecnologia giusta per dare a tutti i consumatori l’arma più potente il poter riconoscere un prodotto etico e sostenibile.

E quindi eccoci qui. Trusty è nata il 17/01 come Startup innovativa e Società benefit:

  • Startup innovativa perché ha come obiettivo quello di rivoluzionare il mercato delle certificazioni attraverso sistemi di raccolta dati basati su Blockchain e quindi in grado di rendere le informazioni e dichiarazioni verificabili.
  • Società benefit perché per realizzare la nostra missione intendiamo supportare le comunità di agricoltori anche quelli in paesi emergenti a dotarsi degli strumenti digitali utili ad entrare in contatto diretto con i consumatori

Le sfide saranno tante, le critiche ancora di più, ma siamo fermamente convinti che la partita vera la giocheranno le nuove generazioni di consumatori, abbiamo capito che l'arma più potente è la possibilità di scegliere e Trusty nasce per questo, nasce per dare a tutti la possibilità di scegliere un prodotto e attraverso le proprie scelte avere un impatto.

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