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PPWR: orientarsi nel Regolamento UE 2025/40 con Trusty

Dati di packaging, documenti collegati e informazioni aggiornabili per gestire la conformità

Il Regolamento (UE) 2025/40, conosciuto come PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation, introduce nuove regole per la gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio in Europa. La sua applicazione generale è prevista dal 12 agosto 2026.

Il PPWR sostituisce la Direttiva 94/62/CE e, in quanto regolamento, sarà direttamente applicabile negli Stati membri. Riguarda tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo, indipendentemente dal materiale, e interviene sull'intero ciclo di vita del packaging: dalla progettazione alla gestione del fine vita.

L'obiettivo è rendere gli imballaggi più sostenibili e circolari, riducendo i rifiuti, limitando il packaging superfluo, promuovendo riuso, ricarica, riciclabilità e impiego di materiale riciclato. La novità non è solo tecnica: le aziende dovranno governare meglio dati, responsabilità e documenti legati alla conformità.

Premessa sul PPWR

Prima di entrare nel merito operativo, è utile partire da una premessa. Sul PPWR circolano molte informazioni imprecise, incomplete o errate. Non si tratta solo di una percezione: durante il webinar “PPWR e Green Claims del 23 aprile 2026, organizzato da CONAI, è stato fatto esplicito riferimento a vere e proprie “fake news” diffuse sul regolamento, che hanno contribuito a creare confusione tra le aziende.

Questo ha conseguenze molto pratiche: basarsi su informazioni non corrette può portare a strutturare processi inadeguati, sostenere costi non necessari o, al contrario, sottovalutare obblighi reali. Per questo è fondamentale affidarsi a fonti verificate e mantenere un approccio prudente, soprattutto in un quadro normativo che, su alcuni aspetti, è ancora in evoluzione.

Il brand owner diventa responsabile del packaging

Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda il ruolo del manufacturer. Ai fini del PPWR, non rientra in questa definizione solo chi produce fisicamente l’imballaggio, ma anche l’azienda che fa progettare o fabbricare un imballaggio, o un prodotto imballato, e lo immette sul mercato UE con il proprio nome o marchio.

Questo significa che il brand owner non può considerare il packaging una responsabilità esclusiva del fornitore. Anche quando l'imballaggio è realizzato da terzi, l'azienda che commercializza il prodotto con il proprio marchio deve poter dimostrare la conformità del packaging.

Questo ruolo va distinto dal producer EPR, legato agli obblighi di registrazione, contributi e reporting nei Paesi di vendita. Il manufacturer, invece, firma la Dichiarazione di Conformità, conserva il fascicolo tecnico ed è soggetto ad audit. I due ruoli possono coincidere, ma non sono automaticamente la stessa cosa.

Cosa richiede il PPWR alle aziende

Il regolamento introduce requisiti su riduzione degli imballaggi, riciclabilità, contenuto riciclato, riuso, refill, etichettatura armonizzata, gestione dei rifiuti e restrizioni per alcuni formati.

Dal 12 agosto 2026 saranno rilevanti diversi obblighi per il manufacturer, tra cui la Dichiarazione di Conformità (DoC) per ogni tipologia di imballaggio, il fascicolo tecnico con evidenze a supporto, le restrizioni sui PFAS per gli imballaggi a contatto con alimenti, i limiti sui metalli pesanti e le verifiche sulle sostanze estremamente preoccupanti.

Le scadenze successive richiederanno ulteriori adeguamenti: dal 2028 l'etichettatura armonizzata UE, dal 2030 la progettazione per il riciclo e i primi target su riutilizzo, contenuto riciclato e restrizioni per alcuni monouso, fino ai target rafforzati del 2040. Inoltre, il quadro sanzionatorio italiano specifico per il PPWR è ancora in fase di definizione.

La Dichiarazione di Conformità: un contenuto in divenire

La Dichiarazione di Conformità PPWR è uno degli strumenti centrali del nuovo quadro normativo ed è stata oggetto di approfondimento anche durante il webinar organizzato da CONAI il 23 aprile scorso. Un punto emerso con chiarezza è che il contenuto della DoC è destinato a evolvere in base alle scadenze previste dal regolamento.

Un altro aspetto chiarito riguarda la documentazione a supporto della DoC: deve essere conservata dal manufacturer, ma non trasmessa a valle della filiera. La sua funzione è dimostrare, in caso di controllo da parte delle autorità competenti, come l’azienda sia arrivata a dichiarare la conformità dell’imballaggio. Non si tratta quindi di un documento da condividere con clienti o distributori, ma di un fascicolo interno da esibire in caso di verifica.

Vale anche ricordare che la Dichiarazione di Conformità MOCA, prevista per i materiali e oggetti a contatto con gli alimenti, non sostituisce la Dichiarazione di Conformità PPWR. Sono due dichiarazioni distinte, che possono essere combinate quando entrambe applicabili.

Dal requisito normativo al problema operativo

Per molte aziende, la difficoltà non sarà solo interpretare la normativa, ma tradurla in un processo interno gestibile.

Il primo passo, concreto e praticabile già oggi, è la mappatura dei materiali di imballaggio utilizzati, indipendentemente dagli aspetti del regolamento ancora in evoluzione. Prima ancora di definire come gestire le Dichiarazioni di Conformità, le aziende devono avere chiaro il proprio punto di partenza: quali componenti di packaging utilizzano, da quali materiali sono composti, da quali fornitori provengono e quali informazioni sono già disponibili o ancora mancanti.

Questa mappatura consente di capire dove intervenire, quali fornitori coinvolgere e quali dati richiedere. Solo partendo da una base informativa ordinata sarà possibile costruire in modo solido i passaggi successivi richiesti dalla normativa.

Trusty, dalla frammentazione alla chiarezza

Il PPWR è un processo, non un evento. Richiede preparazione, aggiornamento continuo e la capacità di tradurre obblighi normativi in processi aziendali concreti.

Trusty segue da vicino l'evoluzione del regolamento e si è strutturata per affiancare le aziende in questo percorso, con un approccio che tiene conto sia della complessità del quadro normativo sia delle esigenze operative di chi gestisce il packaging ogni giorno.

In un quadro ancora in evoluzione, muoversi per tempo è il modo migliore per ridurre incertezze e arrivare alle prossime scadenze con informazioni più solide, complete e utilizzabili.

Chi vuole iniziare a orientarsi può farlo insieme a noi, già da oggi.

Comunicare informazioni aggiornabili sul packaging

La qualità dei dati interni incide anche sulla comunicazione esterna. Informazioni non allineate tra documenti tecnici, materiali digitali o richieste commerciali possono generare inefficienze e incoerenze.

Con Trusty, la base informativa costruita per la gestione interna potrà essere valorizzata anche attraverso QR code, rendendo disponibili informazioni aggiornabili su prodotto e packaging e mantenendo coerenza tra ciò che viene gestito internamente e ciò che viene comunicato all'esterno.

Uno strumento in più per orientarsi nel PPWR

Per approfondire misure di prevenzione, criteri di progettazione e scadenze, può essere utile consultare il Vademecum CONAI sulle misure di prevenzione di cui al Regolamento 2025/40 sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, aggiornato al 27 marzo 2026.

Per implementare 🖐 Trusty nella tua azienda contattaci

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