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Trusty, tracciabilità e Made in Italy: cosa cambia con il DDL tutela agroalimentare

Il 15 aprile 2026 la Camera ha approvato il disegno di legge "Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani", già approvato dal Senato il 26 novembre 2025. La data ha anche un valore simbolico, perché è coincisa con la Giornata nazionale del Made in Italy.

Il provvedimento rafforza la tutela del comparto agroalimentare italiano, rende più incisivo il sistema dei controlli e interviene contro condotte che danneggiano prodotti, imprese e consumatori. Il suo asse principale resta sanzionatorio, ma i suoi effetti toccano in modo diretto anche il modo in cui le aziende raccolgono, organizzano e dimostrano le informazioni di filiera.

Cosa prevede il DDL tutela agroalimentare

Il provvedimento introduce nuovi reati come la frode alimentare e il commercio di alimenti con segni mendaci, rafforza la tutela delle denominazioni protette e delle indicazioni geografiche e interviene anche contro l’agropirateria. Il testo amplia inoltre gli strumenti sanzionatori, le pene accessorie e i casi di confisca.

Accanto al profilo penale, il ddl interviene anche sul piano amministrativo. Prevede un inasprimento delle sanzioni in materia di informazione al consumatore, denominazione degli alimenti, elenco degli ingredienti e indicazione del Paese d’origine o del luogo di provenienza. Inoltre istituisce una Cabina di regia con compiti di coordinamento dei controlli agroalimentari e di definizione del Piano operativo dei controlli.

Tracciabilità e nuovo scenario normativo

Qui serve precisione. Il ddl non è un provvedimento generale sulla tracciabilità e il suo cuore resta il rafforzamento del sistema sanzionatorio. Tuttavia, nel testo approvato i riferimenti alla rintracciabilità e alla tracciabilità ci sono, e sono espliciti. L’articolo 8 interviene sulla disciplina sanzionatoria per la violazione degli obblighi previsti dall’articolo 18 del Regolamento (CE) n. 178/2002 in materia di rintracciabilità degli alimenti.

Il testo interviene inoltre sulla filiera bufalina, istituendo il Registro unico delle movimentazioni del latte di bufala e dei suoi derivati nell’ambito del SIAN, e introduce per il settore della pesca una specifica disposizione sulle violazioni degli obblighi in materia di etichettatura e tracciabilità.

Quando la tracciabilità supera la sola conformità

In questo scenario, la tracciabilità non è soltanto una risposta a esigenze di controllo o conformità. Può diventare anche uno strumento per rendere più leggibile il valore del prodotto, soprattutto nei mercati in cui origine, disciplinari, controlli e saper fare italiano non sono percepiti con la stessa immediatezza con cui lo sono in Italia.

Nel proprio approfondimento sulle tutele DOP e IGP nei mercati esteri, Trusty osserva che quando la differenza non è verificabile finisce per diventare opinabile, e quando è opinabile si espone più facilmente a una negoziazione sul prezzo.

Il punto, quindi, non è solo proteggere un nome. È rendere visibile ciò che quel nome rappresenta, dal territorio alla filiera, dai controlli ai passaggi produttivi, fino alla coerenza del dato. Quando queste evidenze non sono accessibili in modo semplice, il richiamo all’Italia rischia di contare più della sostanza del prodotto. Quando invece origine, lotti e controlli sono supportati da informazioni verificabili, la tracciabilità diventa anche una leva commerciale.

Perché questo riguarda da vicino le imprese

Per le imprese il messaggio che emerge è chiaro. Quando aumentano i controlli, si rafforzano le sanzioni e cresce l’attenzione su origine, denominazioni, informazioni al consumatore e rintracciabilità, non basta lavorare bene. Bisogna anche poterlo dimostrare in modo ordinato, coerente e tempestivo.

È qui che la qualità della gestione dei dati di filiera diventa decisiva. Informazioni disperse tra fogli di calcolo, documenti non uniformi, archivi separati e passaggi manuali rendono più fragile l’organizzazione interna e più difficile rispondere con rapidità a verifiche, richieste commerciali e controlli.

Ma c’è un aspetto ulteriore che oggi merita attenzione. La tracciabilità può diventare anche uno strumento di gestione del rischio. Quando i dati di filiera sono chiari, collegati e facilmente consultabili, l’impresa è più preparata a intercettare incoerenze, ricostruire passaggi critici, circoscrivere eventuali anomalie e reagire con maggiore rapidità in caso di contestazioni, interruzioni operative o non conformità. In altre parole, una filiera ben tracciata non rafforza solo la trasparenza. Rafforza anche la capacità di prevenire, valutare e governare il rischio.

È proprio su questo snodo che una soluzione digitale può trasformare un obbligo in un vantaggio competitivo. Non è una prescrizione del ddl, ma una conseguenza operativa del quadro che il provvedimento contribuisce a rendere più stringente.

Il ruolo di Trusty

È qui che Trusty può fare la differenza. Le sue soluzioni per la tracciabilità, basate su tecnologia blockchain, aiutano a rendere più solide e verificabili le informazioni che accompagnano il prodotto lungo la filiera, offrendo alle imprese non solo maggiore trasparenza, ma anche un supporto più efficace nella gestione del rischio. Il QR code diventa il punto di accesso semplice e immediato a questo patrimonio informativo, permettendo di consultare in modo chiaro dati su origine, passaggi produttivi, lotti e controlli.

Le Soluzioni di Tracciabilità di Trusty

In questo modo la tracciabilità non resta confinata nei processi interni, ma si trasforma in uno strumento capace di dare visibilità concreta al valore del prodotto. E quando il valore è accessibile, leggibile e verificabile, rafforza non solo la trasparenza, ma anche la credibilità del brand e la capacità di distinguersi sul mercato.

Per questo, oggi, scegliere Trusty significa dotarsi di un asset che rafforza l’efficacia commerciale e guida la scelta del consumatore: un’infrastruttura pensata per i mercati globali, con traduzione automatica multilingua, per far arrivare ovunque, in modo diretto e credibile, il vero valore del Made in Italy.

TrackIT blockchain di Agenzia ICE

Tra le opportunità da cogliere c’è anche TrackIT blockchain di Agenzia ICE, iniziativa rivolta alle imprese esportatrici per rendere più trasparente e verificabile il racconto del prodotto nei mercati internazionali, di cui Trusty è Solution Partner. Per le aziende attive nell’export, può rappresentare un’occasione concreta per integrare la tracciabilità nella strategia commerciale e rafforzare credibilità e valore del prodotto all’estero.

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